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La Scena

traduction italienne de Gioia Costa,

Ubulibri, Milan 2004
 

« Bisogna agire attraverso il linguaggio. Se esiste oggi una violenza, questa è il linguaggio. Ovunque le immagini sono falsificate, svuotate. E allora la logo-dinamica diventa dinamite ; è quello che ci resta, e questo in teatro lo si sa ancora : il linguaggio è un gioco di forze. »
Valère Novarina

Da questa fede nella potenza distruttrice creatrice del linguaggio nasce la particolarissima scrittura di Novarina, scrittore, pittore e regista teatrale, uomo percorso dalle parole come dal suo stesso sangue, fenomenale inventario vivente di tutto il dire e il detto del nostro tempo e di quello passato, poeta del verbo spogliato dei suoi significati e restituito a tutta la sua forza allucinogena, salvatrice e terrificante. Persuaso che « occorre lasciar pensare le parole : ne sanno più di noi », Novarina le sciaglia a folle velocità le une contro le altre, in ampi giri musicalmente orchestrati o in secche sentenze spiazzanti, promettendo a chi voglia lasciarsi andare a quel « gioco di forze » un’esperienza unica. La Scena è l’ultima sfida che l’autore lancia al linguaggio e attraverso il linguaggio : un incredibile avanzare tra cortocircuiti verbali, rovesciamenti di senso, squillanti neologismi, satira neofuturista del misero stato della lingua « ufficiale », richiami al sacro e vaneggiamento blasfemi, idiomi dimenticati, latino « animale », fughe nell’assurdo e lunghi sproloqui che provocano un riso irrefrenabile, primitivo, estraneo a qualunque umorismo. Non si cerchino personaggi né trama né patemi psicologici in questa non-commedia : ciò che Novarina propone è una « presenza » dell’uomo, animale tra gli animali, prima di tutte le abitudini e di tutta la Storia. Una presenza che si veste solo della propria incontenibile oralità e che sembra conoscere il segreto di una perduta poesia.



 
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